di Giovanni Magliaro – Responsabile Ufficio Legale Ugl
La democrazia economica deve rappresentare un obiettivo fondamentale del mondo del lavoro. Lo strumento attraverso cui pervenire ad un sistema di democrazia economica è fondamentalmente l’istituto della partecipazione istituzionalizzata e diffusa a vari livelli. Questo oltre a rispondere ad una prioritaria esigenza di equità e di giustizia sociale trova nel presente momento di trasformazione dei sistemi di produzione ancora maggiore motivazione dal momento che rappresenta una valorizzazione del fattore umano e delle sue capacità creative attuata mediante un coinvolgimento dei lavoratori nei risultati e nel destino dell’impresa. Le modifiche al sistema produttivo richiedono ai lavoratori sempre maggiore creatività, autonomia decisionale, professionalità responsabile e quindi un maggiore attaccamento agli scopi imprenditoriali evidenziando la necessità di attuare una partecipazione dei lavoratori stessi non solo alla definizione dei processi produttivi ma, in prospettiva, anche alla gestione vera e propria delle aziende.
La partecipazione deve diventare un diritto sancito formalmente dall’ordinamento e deve esplicarsi su due livelli complementari tra loro. Il primo livello è la partecipazione nell’impresa che tende sostanzialmente a trasformare la figura del lavoratore da mero esecutore di direttive, lasciandolo estraneo alla conduzioni e alle sorti dell’azienda, a soggetto che partecipa responsabilmente al processo produttivo, alla gestione e alla ripartizione degli utili. A trasformare, in prospettiva, sotto il profilo giuridico, il rapporto di lavoro da rapporto di dipendenza subordinata a rapporto di associazione. Il secondo livello è la partecipazione, mediante le organizzazioni rappresentative degli interessi dei lavoratori, alle decisioni di politica economica in senso lato del Governo e del Parlamento e si attua attraverso il confronto e la concertazione.
L’inserimento dei lavoratori, attraverso le loro rappresentanze, negli organi societari d’impresa a vario livello e con varie capacità decisionali, è nella forza delle cose. Se l’impresa per vincere le sfide della competitività richiede ai dipendenti un coinvolgimento maggiore e diverso che in passato (periodo fordista), se richiede loro motivazioni aggiuntive e senso di appartenenza ai destini aziendali, se deve contare sempre più sulla loro professionalità responsabile, è conseguenza logica che debba condividere con essi non solo informazioni ma anche scelte ed decisioni strategiche e, da ultimo, i risultati economici della gestione.