di Augusto Ghinelli – segretario confederale

La tentata cancellazione delle Province da parte del Governo Renzi, si è manifestata in tutta la sua inutilità! Con la schiacciante vittoria dei NO, nell’ultimo Referendum del 4 dicembre 2016 sulla revisione costituzionale, le Province si sono riappropriate della loro primaria posizione all’interno della nostra Costituzione.

Questa tentata manovra, solo nel 2015 è costata ai contribuenti ben 1,7 miliardi di euro in più. Un nuovo spreco di denaro pubblico, come se quello già esistente non bastasse. L’allora sottosegretario Graziano Delrio, con l’incarico dell’ex premier Renzi di cancellare le Province, in pratica, scrisse una riforma a metà, giacché tutto l’impianto doveva superare il referendum sulla modifica della nostra costituzione, dove al suo interno prevede appunto, le Province. Saltata la riforma, resta la legge 56, che recita la Corte dei Conti.

“Un nuovo assetto delle Province e del livello istituzionale di area vasta, che è da ritenere stabile anche in funzione del rispetto del principio di continuità delle funzioni amministrative e, in quanto tale, opera oggettivamente in una prospettiva duratura”. I magistrati della Corte dei Conti, hanno chiarito che, l’attuale struttura delle Province è stabile e durerà nel tempo. Ovviamente, questo concetto è stato immediatamente ribadito al Governo Renzi, da parte dai Presidenti delle Province. Oltre all’aspetto istituzionale, bisogna passare anche a quello economico, in altre parole, quanto costa ai cittadini e alle imprese mantenere le Province.

I vari dati economici, elaborati dalla Corte dei Conti, sottolineano un sensibile ritorno all’aumento dei costi. Nel 2015 primo anno della riforma Delrio, emerge che le amministrazioni provinciale costavano meno prima, che dopo essere state private delle loro competenze.

Nell’anno 2014, le uscite sono state pari a 6,7 miliardi di euro, salite poi nell’anno successivo a 8,4 miliardi. Un incremento del costo enorme + 1,7 miliardi di euro (+26%)! In poche parole, il progetto di Spending Review, posto in essere dal Governo nei confronti delle Province e chiaramente sprovvisto di qualsiasi analisi preventiva sulle naturali conseguenze, ha regalato agli utenti e alle aziende, un enorme esborso di denaro in più. Inoltre, dobbiamo necessariamente sottolineare, la massiccia operazione della mobilità d’ufficio, coordinata dalla Funzione Pubblica, che ha visto coinvolto l’intero organico delle Province, che ha determinato la scomparsa delle professionalità acquisite negli anni, insieme alle numerose problematiche che hanno interessato i lavoratori e le loro famiglie. Abbiamo assistito purtroppo, all’ennesima riforma all’italiana, dove alla fine si spende di più, per avere meno! Qualcuno chiederà scusa ai cittadini?