Continua la protesta dei lavoratori di Sky Tg24 contro il piano di ristrutturazione che coinvolge le sedi di Roma, Milano e Cagliari e che comporta esuberi, trasferimenti e il ridimensionamento della sede capitolina.
Mentre Sky Tg24 è in sciopero per l’intera giornata, fino alle 6 del 9 febbraio, i lavoratori si sono radunati in piazza Montecitorio insieme alle segreterie nazionali di categoria di Ugl, Cgil, Cisl, Uil e dal Cdr.
“L’azienda Sky Italia – ha spiegato Luigi Le Pera, Segretario Provinciale dell’Ugl Telecomunicazioni di Roma – è in una buona condizione economico – finanziaria e malgrado questo parla di esuberi; questo è inaccettabile perché qualunque impresa deve avere come principio guida quello della responsabilità sociale. La realtà è che su Roma non sono stati effettuati investimenti per dotare la sede delle opportune infrastrutture necessarie per gestire anche da quella sede i servizi che Sky mette a disposizione del pubblico”.
E’ soprattutto sulla Capitale, infatti, che cade la scure del piano industriale, con ben 105. A Milano saranno 76. Ci sono poi i trasferimenti, con 268 lavoratori che da Roma verranno spostati a Milano, mentre altri sono previsti da Bologna e Cagliari. Per quanto riguarda il personale giornalistico, a Roma verrebbero licenziate 13 persone, mentre altri 102 verrebbero trasferiti a Milano.
Nel comunicato del Comitato di redazione che accompagna le “finestre informative” autorizzate in onda oggi sul canale all news, si sottolinea la richiesta di “un chiaro e organico piano industriale che consenta a tutti i lavoratori di capire quali siano i risparmi e gli investimenti dell’operazione prospettata e quale sarà l’organizzazione del lavoro futuro di tutta Sky Italia e per il telegiornale nel futuro un piano editoriale”. Il cambiamento – concludono le rappresentanze di giornalisti e dipendenti – può e deve essere una sfida, ma quando tutti sanno quale sarà la rotta e la destinazione”.
Nella mattinata, informa Le Pera, una delegazione dei sindacati è stata ricevuta dall’On. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. “Non è accettabile – ha affermato – che un’azienda che fa profitti, investimenti e assunzioni possa immaginare di fare contemporaneamente licenziamenti e trasferimenti forzosi da Roma a Milano. Bisogna aprire un tavolo tra le parti e il Governo deve dire la sua istituendo una cabina di regia, non solo su Sky, ma in generale sulle aziende del settore delle Tlc”.