L’intervento del presidente della Repubblica che ha ricevuto alcuni rappresentanti della Fondazione Nizami Ganjavi. «Crisi geopolitiche sfidano coesione»

«È indubbio che l’Europa si trovi di fronte a un nuovo crocevia della sua storia e che debba scegliere di assumere responsabilità più ampie nella vita internazionale. Il quadro non si presenta semplice e appare, a tratti, inedito, segnato dalla brutale aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, dall’aggravarsi dei conflitti in Medio Oriente, dal riacutizzarsi di numerose crisi, talvolta dimenticate, in altre parti del mondo, mentre tornano a riaffacciarsi gravi pretese di dominio». Così il presidente  della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro al Quirinale con i rappresentanti della Fondazione Nizami Ganjavi, organizzazione creata nel 2012 in Azerbaijan e attiva nella promozione del dialogo tra i popoli, le culture e le nazioni. Mattarella ha quindi lanciato un appello «affinché i 27 paesi proseguano nel porre a disposizione della comunità internazionale la loro vocazione di pace e di crescente collaborazione». «I Padri fondatori dell’Unione – ha poi aggiunto il capo dello Stato – manifestarono coraggio e lungimiranza, dopo gli orrori del Secondo conflitto mondiale, nell’archiviare le ragioni di scontro di un lungo passato di contrapposizioni. Le crisi geopolitiche e quelle geoeconomiche sfidano oggi le scelte della coesione e della solidarietà, architravi del progetto europeo, impegnato a confermare che la democrazia è più forte della sopraffazione e delle autocrazie. Costruire la pace richiede un lavoro paziente di costruzione di fiducia, unito alla determinazione di edificare un mondo equo e sostenibile, all’impegno di alleviare l’impatto umanitario sulle popolazioni più vulnerabili, colpite dai conflitti e dalle crisi globali, a partire da quella climatica».