Presentato il report 2026 di Assindatcolf con le richieste delle famiglie
Continua a crescere il lavoro in ambito domestico, anche se permane un alto tasso di irregolarità, generato anche da costi crescenti per le famiglie. È questo, in sintesi, quanto emerge dalla lettura del rapporto 2026 di Assindatcolf, l’associazione che riunisce i datori di lavoro domestico, presentato nel corso di un evento a Roma, nella giornata di giovedì. L’occupazione in ambito domestico è cresciuta, fra il 2023 e il 2025, del 7,6%; contemporaneamente, è aumentato pure il tasso di irregolarità, quantificato al 56,6%, quasi sei punti in più rispetto al 2020, anno molto particolare, come noto, per le politiche introdotte a sostegno delle persone durante il Covid. Secondo i curatori del rapporto, il lavoro domestico, nelle sue diverse forme, rappresenta un terzo del lavoro sommerso in Italia. In generale, si evidenzia un diffuso aumento dei costi in capo alle famiglie, in ragione anche dell’incremento delle necessità assistenziali. In dieci anni, i costi per i servizi sono aumentati del 20%. Due terzi delle famiglie, in un tale contesto segnalano una spesa superiore a 1.500 euro che, per il 28,9%, arriva sopra a 2.000 euro. Da Assindatcolf, arriva l’appello ad investire nel lavoro di cura. Un tema, quest’ultimo, attenzionato anche dal Cnel che, proprio in questi giorni, ha avviato una indagine per capire lo stato di attuazione delle linee guida sulla qualificazione delle assistenti familiari.