Con la proroga delle misure già adottate, arriva anche una sforbiciata all’Irpef
Il disegno di legge di bilancio 2027, appena presentato in Parlamento per la sua approvazione entro il prossimo 31 dicembre, prosegue nel solco delle precedenti manovre finanziarie. Sul versante del potere d’acquisto degli stipendi, e, più in generale, dei redditi dei cittadini, la legge di bilancio, al momento soltanto per il 2027, estende il secondo scaglione Irpef fino a 55mila euro con aliquota del 33%. Si tratta di un beneficio quantificabile in 500 euro. Considerando i precedenti interventi su Irpef e, soprattutto, il taglio del cuneo fiscale e contributivo, si tratta di almeno 25 miliardi di euro strutturali, redistribuiti in larga parte sui redditi fino a 35mila euro, con benefici più contenuti e differenziati anche per i redditi superiori a tale soglia. La revisione degli scaglioni Irpef è all’articolo 9, dove si estende anche la flat tax per i lavoratori autonomi in regime forfetario. Viene, altresì, prorogata l’aliquota sostitutiva del 5% sui rinnovi contrattuali maturati nel 2027, applicata ai redditi da lavoro dipendente fino a 28mila euro. La misura è contenuta all’articolo 6, mentre il successivo articolo 7 prevede, per gli anni 2026 e 2027, l’applicazione di una imposta sostitutiva pari al 15% sul trattamento accessorio per lavoro notturno, nei festivi o in turnazione, per un limite annuo di 1.500 euro. Il tetto di reddito, nell’anno precedente, non deve superare i 40mila euro. Con l’articolo 8 viene prorogata la disposizione contenuta nella legge 199/2025, relativa all’imposta sostitutiva sugli straordinari dei lavoratori e delle lavoratrici del settore turistico, ricettivo e termale. Per gli anni 2025, 2026 e 2027, i dividendi, corrisposti ai lavoratori e derivanti dalle azioni attribuite in sostituzione dei premi di risultato, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50% del loro ammontare, fino ad un massimo di 1.500 euro annui (articolo 10). Si ricorda che continua ad applicarsi l’aliquota sostitutiva dell’1%, fino ad un massimo di 5mila euro, sui contratti di produttività