A rischio 1,4 miliardi di euro nel trimestre
Il carovita ha costretto la stragrande maggioranza degli italiani a tagliare alcune voci di spesa o a rinviare degli acquisti. Lo sostiene un’indagine condotta da Ipsos per conto di Confesercenti, secondo la quale oltre nove su dieci hanno ridotto i consumi o adottato strategie di risparmio per affrontare l’aumento dei prezzi che ha coinvolto beni alimentari, energia e carburanti. Ciò si traduce in 1,4 miliardi di euro di consumi in meno nel trimestre in corso. «I 1.400 milioni di consumi a rischio stimati da Confesercenti rappresentano risorse che verrebbero a mancare anche alle imprese, con possibili contraccolpi specialmente per le attività di prossimità della ristorazione, del commercio e dell’alloggio», si legge nella nota che riporta i principali risultati del sondaggio che ha coinvolto un campione di 800 persone tra i 18 e i 65 anni. «A finire più frequentemente sotto la forbice ristorazione, bar e vacanze. Il 53% degli intervistati prevede di cercare risparmi su pranzi e cene fuori casa, ristorazione e consegne a domicilio. Seguono colazioni, caffè, aperitivi e altre consumazioni al bar, con il 44%, vacanze e soggiorni con il 41% e abbigliamento e calzature con il 34%», sostiene la ricerca, osservando che «pubblici esercizi, moda e turismo sono dunque in cima alle voci sulle quali si cerca di contenere le uscite». A cambiare sono anche le strategie di acquisto delle famiglie. Ad esempio, c’è chi «cerca più spesso offerte, promozioni e sconti» e chi punta a ridurre gli sprechi e utilizzare meglio ciò che acquista (56%). Il 41% ha scelto prodotti o servizi meno costosi e una quota analoga ha rimandato acquisti importanti, lavori o altre spese.