Nessuna misura cautelare per il fondatore del “Movimento 17 ottobre”. Esclusa l’istigazione alla violenza nei post e nelle chat dell’indagato: «Solo inviti alla disobbedienza civile e a manifestazioni pacifiche»
Youssef Siher, il 30enne fondatore del “Movimento 17 ottobre” accusato di istigazione a delinquere aggravata e partecipazione violenta in manifestazioni pubbliche, è stato rimesso in libertà. Lo ha stabilito la gip, Tiziana Landoni, decidendo anche di non applicare nessuna misura cautelare. «Nei post e nel comunicato dianzi richiamati l’indagato non prospetta mai il ricorso ad azioni violente o l’adozione di altri comportamenti integranti fattispecie di reato, né il medesimo risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte», si legge nell’ordinanza che spiega la decisione. Secondo la gip, con i contenuti pubblicati sulla chat Telegram “Movimento 17 ottobre”, Siher ha espresso «modalità di protesta» contro le «attuali politiche governative» ed evocato «azioni di “disobbedienza civile”», ma che non «si traducono nell’adozione di comportamenti violenti o più in generale criminonosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone».