L’Ocse certifica la difficoltà delle imprese a trovare personale preparato

Le difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato continuano a rappresentare una delle principali criticità del mercato del lavoro internazionale. La carenza di competenze rimane particolarmente significativa nelle professioni ad alta qualificazione, mentre in numerose attività meno specializzate si registrano situazioni di eccedenza di lavoratori. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ocse, Mapping Skill Shortages in Oecd Countries: New Evidence from the Updated Skills for Jobs Database, pubblicato il 14 ottobre 2026. Lo studio analizza gli squilibri tra domanda e offerta di competenze in 38 Paesi, attraverso un sistema di indicatori che considera, tra gli altri, l’andamento dell’occupazione, dei salari, delle ore lavorate e delle offerte di lavoro pubblicate online. L’indagine restituisce un quadro nel quale le difficoltà di assunzione non dipendono soltanto dalla disponibilità complessiva di lavoratori, ma anche dalla crescente distanza tra le competenze possedute dalla forza lavoro e quelle richieste dal sistema produttivo. Secondo l’Ocse, le carenze più persistenti interessano soprattutto gli specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, i professionisti della sanità, gli insegnanti e alcune figure tecnico-scientifiche. Si tratta di occupazioni che richiedono percorsi di qualificazione articolati e competenze specialistiche difficilmente acquisibili in tempi brevi. All’estremo opposto, numerose professioni a minore qualificazione presentano condizioni di relativa eccedenza di manodopera, sebbene il quadro vari sensibilmente tra i diversi Paesi e settori economici. La carenza di personale interessa, infatti, anche alcune professioni tecniche e artigianali, in particolare nei comparti legati alla meccanica, all’impiantistica e alle costruzioni. Tra le competenze maggiormente richieste figurano anche capacità cognitive e trasversali, come il ragionamento, la comprensione dei testi, il pensiero critico, l’ascolto attivo e le abilità relazionali.