Le piccole imprese faticano a restare competitivi negli scenari internazionali
Nel 2024, secondo l’Istat, gli investimenti per addetto sono diminuiti del 2,6% in termini nominali, passando da 8.400 a 8.200 euro. Il risultato complessivo nasconde andamenti differenti: l’indicatore aumenta nelle microimprese (+10,1%) e nelle grandi aziende (+6,5%), mentre registra una contrazione nelle piccole e medie imprese. Il dato assume particolare rilevanza se considerato alla luce delle trasformazioni che stanno interessando il sistema economico, dalla digitalizzazione dei processi produttivi all’introduzione dell’intelligenza artificiale, fino alla transizione energetica e ambientale. La disponibilità di risorse finanziarie, tuttavia, non costituisce l’unico fattore determinante. L’efficacia degli investimenti dipende anche dalle competenze manageriali, dall’organizzazione aziendale e dalla capacità delle persone di utilizzare strumenti e tecnologie. L’introduzione di un nuovo sistema digitale, ad esempio, può migliorare l’efficienza soltanto se accompagnata da un adeguamento delle procedure operative e delle competenze professionali. Allo stesso modo, l’innovazione dei processi richiede spesso una revisione delle modalità di lavoro e delle responsabilità organizzative. Il rapporto tra produttività e capitale umano assume una rilevanza particolare per il sistema delle piccole e medie imprese. Le competenze richieste non riguardano esclusivamente gli aspetti tecnici delle singole professioni. Accanto alle conoscenze specialistiche, diventano sempre più importanti le capacità gestionali, organizzative e digitali, così come quelle necessarie per affrontare problemi complessi, coordinare attività e migliorare l’efficienza del lavoro. Per una piccola impresa, investire nella qualificazione del personale può significare rafforzare la capacità di utilizzare strumenti digitali, migliorare la gestione delle commesse, ottimizzare le risorse disponibili oppure sviluppare nuove modalità di relazione con clienti e fornitori. Si tratta di ambiti nei quali la formazione può accompagnare concretamente i processi di innovazione, contribuendo a trasformare gli investimenti materiali e tecnologici in miglioramenti organizzativi. La formazione, naturalmente, non rappresenta una risposta sufficiente a tutti i fattori che condizionano la produttività. La dimensione aziendale, l’accesso al credito, le infrastrutture, la struttura dei mercati e la capacità di investimento continuano a svolgere un ruolo determinante e molto impattante. Lo sviluppo delle competenze costituisce però una componente essenziale di una strategia più ampia orientata alla crescita.