Il Governo punta al coinvolgimento di Leonardo, Fincantieri e Ferrovie dello Stato
Un lungo incontro che si è chiuso con un verbale in sette punti con gli impegni del Governo e di tutti gli attori in campo, ad iniziare dai rappresentanti delle federazioni di categoria dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb, presenti al vertice a Palazzo Chigi sul futuro degli stabilimenti ex Ilva. Lo scenario rimane sempre molto complesso, come ben spiegato dagli esponenti dell’esecutivo presenti (Alfredo Mantovano, Adolfo Urso, Marina Calderone, Gilberto Pichetto Fratin, Luigi Sbarra), per cui è fondamentale avere una strategia ad ampio spettro, utile ad assicurare la continuità occupazionale da Taranto alla Liguria. In attesa della decisione ultima della magistratura, che dovrà sciogliere il nodo della produzione a caldo, l’obiettivo appare duplice. Da una parte, si punta a rafforzare tutta la parte a freddo, recuperando il pre-lavorato; dall’altra, si guarda anche di ipotesi di reindustrializzazione dei siti, anche nell’ottica di sostenere produzioni meno impattanti sotto il profilo ambientale. In questo senso, va letto il coinvolgimento diretto di alcune grandi aziende, da Leonardo a Fincantieri, passando per Ferrovie dello Stsato e Rheinmetall. Del resto, larga parte del personale oggi in bilico possiede delle competenze tecniche molto qualificate. Resta, chiaramente, anche il tema di come tutelare il lavoro dell’indotto, come emerso nell’audizione parlamentare dei sindacati.