di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Stamattina, nell’Agrigentino, un incidente stradale ha coinvolto quattro lavoratori agricoli diretti nei campi, che, lungo il tragitto, hanno perso la vita a bordo dell’auto sulla quale viaggiavano dopo un violento scontro con un tir. Questa vicenda drammatica, oltre alla doverosa vicinanza dell’Ugl alle famiglie dei lavoratori coinvolti, apre una necessaria riflessione su un aspetto fondamentale della salute e sicurezza sul lavoro: la prevenzione degli infortuni stradali, in itinere o in occasione di lavoro. Secondo i dati Inail, nel 2025 le denunce di incidenti in itinere sono state 104mila, circa il 20% delle 519 mila denunce totali di infortuni sul lavoro, 121 mila se si aggiungono anche 17mila incidenti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto. Gli incidenti stradali connessi al lavoro con esito mortale sono stati 506, oltre il 42% delle 1.189 vittime totali del lavoro, distinguendo 299 decessi in itinere, ossia durante il percorso casa-lavoro, ed altri 207 in occasione di lavoro con mezzo di trasporto, quindi autisti, corrieri, fattorini, ma anche rappresentanti aziendali, addetti ai soccorsi, alle manutenzioni o altri lavoratori in caso di spostamenti da una sede operativa all’altra o di trasferte. Una percentuale che è rimasta costante negli ultimi anni – escludendo la fase pandemica, nella quale gli spostamenti e quindi anche gli incidenti erano limitati per cause di forza maggiore – e che oscilla attorno al 40%. In attesa dei dati definitivi relativi al 2026, resta confermato il trend strutturale per cui il rischio stradale rappresenta la prima causa di mortalità legata all’attività lavorativa in Italia. Prendendo ad esempio il 2025, su 1.189 decessi sul lavoro, 506 sono stati determinati da incidenti stradali, il 42,6%, 225 da cadute, il 18,9%, 191 da schiacciamento, il 16% circa, 123 da ribaltamento di mezzi, il 10,3%, 75 da contatto con macchinari in movimento, pari al 6,3%, ed i restanti 69, il 5,8%, da altre cause. Particolarmente colpite le grandi città, come Roma e Milano, e significativa anche la differenza di genere: su 108 donne morte sul lavoro nel 2025, 54 sono decedute in itinere, la metà esatta, rendendo l’infortunio nel tragitto casa-lavoro il rischio principale per le lavoratrici italiane. Evidente, quindi, la necessità di focalizzare l’attenzione su questo aspetto della salute e sicurezza sul lavoro e rafforzare le iniziative di prevenzione, intervenendo sulle principali condizioni che possono favorire gli incidenti: distrazione alla guida, anche per l’uso dello smartphone, mancato rispetto delle precedenze e della segnaletica, velocità eccessiva. A questi fattori si aggiungono la stanchezza e la sonnolenza, che richiedono particolare attenzione nell’organizzazione dei turni, dei tempi di viaggio e dei periodi di riposo. La formazione, anche attraverso corsi di guida sicura, deve accompagnarsi a un’organizzazione del lavoro che non esponga le persone a ritmi eccessivi e a spostamenti incompatibili con la sicurezza, così come è importante garantire la manutenzione periodica e il progressivo rinnovo dei veicoli aziendali, favorendo la diffusione dei più moderni sistemi di assistenza alla guida per affrontare una delle maggiori criticità che minano la salute e sicurezza sul lavoro nel Paese.