I dubbi di Kiev: «L’appeasement non fermerà la guerra»
Da Washington e Mosca giungono segnali di ottimismo sulla conclusione del conflitto in Ucraina. «L’altro giorno stavo parlando con Vladimir Putin per porre fine alla guerra in Ucraina e credo che ci stiamo avvicinando a un accordo. Forse siamo più vicini che mai a raggiungerlo», ha affermato il presidente statunitense, Donald Trump, citato dai media internazionali, in occasione di un incontro sul crimine informatico alla Casa Bianca. La controparte russa, nelle parole del consigliere presidenziale, Yuri Ushakov, appare sulla stessa lunghezza d’onda. «Non so quanto ci stiamo avvicinando, ma la direzione è quella», ha detto Ushakov, ripreso dall’agenzia Interfax. Di contro, il ministro della Difesa russo, Andrei Belousov, sostiene che «oggi la situazione politico-militare attorno ai nostri paesi rimane complessa. Stiamo assistendo a un rapido aumento della tensione e a un’attività aggressiva da parte dell’Occidente nei confronti di Russia e Bielorussia. La Nato, l’UE e il regime di Kiev stanno deliberatamente seguendo una strada che porta all’escalation». Belousov ha parlato a Minsk, durante una riunione del collegio congiunto dei ministeri della Difesa di Russia e Bielorussia, di cui hanno riferito diversi media. Kiev mantiene tuttavia delle riserve sulla possibilità di una fine imminente della guerra. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha scritto su X che «la politica di appeasement, il servilismo e l’adulazione» non fermeranno le azioni della Russia. Parole che arrivano dopo l’ennesima notte di attacchi russi sul territorio ucraino.