Le imprese puntano ad assumere 539mila addetti, ma servono le competenze
Le assunzioni potenziali continuano a scontrarsi con la difficoltà delle imprese a trovare le professionalità, un tema che nella giornata odierna è entrato di diritto anche nelle riflessioni dell’evento organizzato dal Cnel con l’Ocse e l’Ufficio parlamentare di bilancio nella giornata di lunedì. Come emerso durante questo incontro, l’attivazione di donne e giovani, oggi relegati nell’ampia fascia dell’inattività, avrebbe effetti enormi sul prodotto interno lordo e, in buona sostanza, sul benessere e la competitività del Paese. Tornando al cosiddetto mismatch di competenze, secondo il report del Sistema di monitoraggio Excelsior di Unioncamere e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le imprese hanno in programma oltre 539mila assunzioni nel mese di ottobre, con una proiezione su base trimestrale (ottobre-dicembre) di 1,35 milioni di unità. Il vero problema rimane la difficoltà di trovare le persone con le competenze adeguate: il gap è del 43,6%, per la verità in leggero miglioramento rispetto agli anni passati. Il settore turistico continua ad essere fra quelli più performanti, con circa 94.500 assunzioni programmate, anche se l’industria nel suo complesso punta ad assumere 156mila operai specializzati. Particolare attenzione si registra verso certe professioni molto specializzate, come, ad esempio, i tecnici del trasporto aereo, navale e ferroviario e i tecnici della salute.