Auto, e non solo: come l’Europa combatte per crescere
Mentre l’Europa si deve destreggiare tra due guerre, una pesante crisi energetica e il trumpismo, la Cina prosegue la sua avanzata. È di questo anche che si parlerà, infatti, al Salone dell’Auto di Parigi o al Paris Automotive Summit, da oggi fino al 18 ottobre, alle Porte de Versailles. I riflettori sono puntati sulla forte avanzata dei costruttori cinesi e sulla reazione dei grandi gruppi europei come Stellantis e Volkswagen. Stellantis guida il salone con una esposizione di oltre 60 veicoli, otto marchi e nove concept car, mentre Volkswagen presenta le nuove quattro auto elettriche compatte e il piano strategico “For Europe”, un programma mirato a sostenere la produzione automobilistica europea e rispondere alla concorrenza dei marchi cinesi. Con la stessa filosofia, è stato siglato il recente accordo tra Cina e Ue che pone un freno numerico (350.000 unità all’anno) alla vendita di veicoli ibridi prodotti in Cina, che, però, secondo alcuni analisti, rischia soltanto di spostare i flussi e di non risolvere del tutto le eccedenze produttive del mercato. Nel frattempo la Cina, pur con problemi dovuti a una debole domanda interna e a una prolungata crisi del settore immobiliare, si sta espandendo nei settori ad alto contenuto tecnologico (+14,2% nei primi otto mesi del 2026), con picchi nel settore informatico, nelle comunicazioni e nella produzione di robot industriali (+quasi 35%), mentre, in termini di strategia globale, punta sul suo ruolo di primo importatore mondiale di idrocarburi e sul consolidamento delle catene di approvvigionamento globali e della Nuova Via della Seta.