di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Come se non bastasse, quale segno di inciviltà, il fenomeno delle morti sul lavoro, ieri abbiamo ricevuto l’infausta notizia relativa ad un operaio di 61 anni, Salvatore Calignano, deceduto in ospedale dopo essere stato trovato dai soccorritori del 118, ferito e privo di sensi, in via Fossa del Lupo, una zona isolata di Caivano, provincia di Napoli. La Procura di Napoli Nord sta procedendo agli accertamenti e alle indagini del caso, ma resta il fatto, inaccettabile, che quell’uomo è stato trovato gravemente ferito in una strada isolata, molto probabilmente dopo l’incidente, avvenuto, è l’ipotesi, mentre stava effettuando lavori di manutenzione sul tetto di un capannone. Secondo la moglie, Calignano stava lavorando “in nero” per la posa di una guaina isolante su un tetto e la sua auto è stata ritrovata proprio nei pressi del capannone in questione. Tuttavia, dagli accertamenti dei Carabinieri, è emerso che l’operaio era stato assunto regolarmente il 1° ottobre, mentre, secondo la donna, il marito aveva percepito l’indennità di disoccupazione relativa al mese di settembre. Insomma, si tratta di fatti da accertare, ma già da una prima ricostruzione di inaudita gravità e di una condotta – non certo isolata – che non può trovare alcuna giustificazione né tolleranza. Chi calpesta le regole e mette deliberatamente a rischio la vita dei lavoratori deve essere chiamato a rispondere delle proprie responsabilità. Condizioni concretamente civili sono o dovrebbero essere la base ineludibile di un qualsiasi rapporto di lavoro. La loro assenza ha delle conseguenze immediate, come dimostrano, in tutt’altro campo e essenziale per il benessere e la salute di tutti, le 3.767 dimissioni volontarie dei medici ospedalieri avvenute nel 2025, di cui solo 2.876 pensionamenti. Condizioni di lavoro sempre più pesanti e pericolose, dovute anche alle troppe aggressioni, sono tra le cause delle dimissioni volontarie, aumentate del 150% rispetto al 2024.
Dunque, è necessario tornare a riflettere intorno a un tavolo politico con il Governo, quindi non solo a livello tecnico. È indispensabile sia per inasprire le sanzioni nei confronti di chi viola le norme sulla sicurezza e mette consapevolmente a repentaglio l’incolumità dei lavoratori sia perché, si rendono necessari, al di là delle fluttuazioni che naturalmente subiscono le percentuali sulle morti e sugli incidenti sul lavoro, altri interventi che, a partire dallo sblocco delle risorse del bilancio Inail, devono essere ben mirati.
L’UGL, infatti, chiede da tempo l’adozione di dieci Piani nazionali e di due azioni mirate e crediamo sia giunto il momento di approfondire e di dare seguito a ciò che serve per contenere, se non per debellare, fenomeni inaccettabili, che mettono a repentaglio vite umane e squalificano il mondo del lavoro.