La Guardia di Finanza di Ravenna, su delega della Procura della Repubblica, ha eseguito un sequestro preventivo di liquidità, beni mobili e immobili per un valore complessivo di 37 milioni di euro, ritenuti proventi illeciti derivanti da reati tributari. Nell’ambito dell’operazione sono state disposte anche 40 perquisizioni nelle province di Ravenna, Rimini, Cesena, Napoli, Caserta, Bergamo, Padova, Taranto e Lecce. Le indagini hanno portato alla scoperta di società create appositamente per fungere da «veri e propri serbatoi di manodopera» per circa mille lavoratori. Si tratta, secondo la Guardia di Finanza, di saldatori, carpentieri e manovali d’officina, perlopiù di origine straniera, che venivano assunti o licenziati in base alle esigenze delle società operative coinvolte, le uniche dotate di mezzi e organizzazione per svolgere concretamente commesse e subappalti. Il sistema avrebbe consentito a queste ultime di ridurre i costi e di avere sempre a disposizione manodopera, evitando gli obblighi legati all’instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere il coinvolgimento di altri soggetti, ritenuti dediti al riciclaggio, ai quali sarebbe confluita parte del denaro destinato ai lavoratori.