Diminuiscono gli inattivi, aumentano le persone in cerca di lavoro. Resta il nodo giovani
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
I più recenti dati Istat sull’occupazione, relativi ad agosto, descrivono una situazione positiva, con ancora alcune criticità, da valutare senza perdere di vista i progressi compiuti. Gli occupati sono 24 milioni e 352 mila, sostanzialmente stabili rispetto a luglio e in aumento di 291 mila unità su base annua. Il tasso di occupazione si attesta al 63%, mentre il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni scende al 32,7%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche. Le forze di lavoro sfiorano così i 26 milioni. Un elemento significativo riguarda la composizione dell’occupazione: in un anno i dipendenti permanenti sono aumentati di 370 mila unità, arrivando a 16 milioni e 669 mila, mentre i lavoratori a termine sono diminuiti di 157 mila. Un’evoluzione che conferma la crescita della componente più stabile del mondo del lavoro. Allo stesso tempo, i dati invitano alla prudenza: ad agosto, infatti, le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 48 mila unità sul mese e di 129 mila sull’anno, portando il tasso di disoccupazione al 6,2%. L’incremento deriva dalla riduzione degli inattivi: più persone stanno entrando o rientrando nel mondo del lavoro e si dichiarano disponibili a trovare un’occupazione. Un fenomeno che può riflettere una maggiore partecipazione, ma anche una più diffusa necessità di contribuire ai bilanci familiari a causa dell’inflazione, e che, in ogni caso, rende ancora più importante trasformare la disponibilità al lavoro in opportunità concrete. La questione più delicata resta quella dei giovani. Il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni sale al 20,3% e gli occupati della stessa fascia sono 7 mila in meno rispetto a un anno fa. È quindi necessario rafforzare le politiche attive ed il raccordo tra formazione e imprese. Nel complesso la stabilità dell’occupazione e il rafforzamento dei contratti permanenti rappresentano segnali incoraggianti, ai quali deve corrispondere un impegno costante per aumentare la partecipazione, sostenere i salari e ridurre i divari territoriali e generazionali. Il Governo può migliorare questo percorso attraverso scelte orientate alla crescita, alla produttività e alla qualità del lavoro e come Ugl riteniamo fondamentale proseguire il confronto con le parti sociali, affinché la solidità dei risultati occupazionali si estenda anche alle categorie finora meno coinvolte, in primis alle nuove generazioni che chiedono di entrare nel mondo del lavoro.
Consiglio Nazionale
Si è concluso ieri a Roma il Consiglio nazionale dell’Ugl, con la partecipazione di oltre 180 delegati provenienti da tutta Italia. L’assemblea ha approvato all’unanimità i bilanci della Confederazione per il 2024 e il 2025, le previsioni economico-finanziarie per il 2026 e la relazione politico-programmatica di medio termine. Il confronto ha affrontato temi centrali per il futuro del lavoro: dall’energia all’intelligenza artificiale, dalla sicurezza alla formazione, dalle politiche per il Mezzogiorno alla rappresentanza, fino alle proposte per la prossima legge di Bilancio. Un dibattito partecipato e costruttivo, espressione di un sindacato coeso e orientato alle sfide future.