Il provvedimento ha creato più di qualche tensione nel centrosinistra. La senatrice a vita: «Incredula su divisioni, ci sono temi per cui un Paese dovrebbe ritrovarsi unito»

Ora resterà da capire quali saranno le intenzioni soprattutto del Partito democratico. Perché tra le righe, la senatrice a vita Liliana Segre, ha proposto un compromesso utile a raggiungere una «convergenza trasversale» sul ddl antisemitismo che lei per prima ha sempre auspicato. A quanto si è potuto apprendere negli ultimi giorni, infatti, l’orientamento del Pd è quello di votare contro il provvedimento, segnando un cambio di passo rispetto all’astensione di marzo al Senato. La linea del partito guidato da Elly Schlein è dettata dalla contrarietà alla definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che il ddl recepisce. Una situazione che ha creato spaccature nel centrosinistra e infine anche nel Pd. «Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul ddl contro l’antisemitismo. Ci sono temi sui quali un Paese civile dovrebbe ritrovarsi unito al di là delle logiche di schieramento», afferma Segre in una dichiarazione all’Ansa. «Rivolgo – sottolinea – un nuovo, accorato appello a tutti i partiti affinché compiano un ulteriore sforzo di generosità e di responsabilità, mettendo da parte ogni speculazione e avendo di mira il superiore interesse del Paese». Per poi ricordare quanto ritiene già evidente, perché «il testo del ddl all’esame della Camera non presenta da questo punto di vista reali criticità» e cioè che «le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite». Ma, la sua conclusione, «se per giungere a quella convergenza trasversale che ho sempre auspicato fosse necessario ribadire nel testo il medesimo principio, sarebbe il caso di aprirsi a questa inessenziale modifica pur di salvaguardare un esito unitario».