Quanta ricchezza sottratta a tasse e servizi! 2,7 milioni di lavoratori irregolari e oltre 100 miliardi l’anno di evasione fiscale e contributiva

Perché le tasse non bastano a finanziare tutti i servizi e perché i tagli delle tasse, tipo quello dell’Irpef, non riescono ad essere percepiti? Dopo aver saputo, ieri, grazie all’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA, che, nonostante aumentino sia i dichiaranti (42.837.963) sia i versanti (34.105.072), il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l’anno, cioè 2mila euro netti al mese, e versano il 65% di tutta l’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche, e che, quindi, complessivamente, sono circa 24,8 milioni gli italiani che NON dichiarano redditi, – corrispondendo poco o nulla delle imposte dirette necessarie, tra le altre cose, a sostenere i costi del nostro welfare – oggi veniamo a sapere che, grazie al Focus Censis-Confcooperative, esiste un’economia sommersa da 197,6 miliardi di euro, pari al 9,2% del Pil. La sottrazione della stessa ricchezza è pari, per ciascun cittadino, a 3.350 euro. Nell’insieme, la ricchezza sottratta equivale all’intera produzione dell’Emilia-Romagna o a oltre un anno di spesa sanitaria (circa 142 miliardi). Si tratta di una vera e propria voragine di risorse pari a 2,7 milioni di lavoratori irregolari e da oltre 100 miliardi l’anno di evasione fiscale e contributiva. La crescita del sommerso italiano è trainata sempre più dalla sottodichiarazione dei redditi, che dal solo lavoro nero. Infatti, sono soprattutto imprese, professionisti e lavoratori autonomi a dichiarare al fisco meno di quanto guadagnano.

Irpef, chi non dichiara: 24,8 milioni di persone
Sono coloro che corrispondono poco o nulla delle imposte dirette, necessarie, tra le altre cose, a sostenere i costi del nostro welfare.