di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

L’intervista rilasciata oggi da Giorgia Meloni al direttore de “Il Tempo” Daniele Capezzone, tra i molti spunti e i vari temi trattati, dall’immigrazione alla sicurezza, dalle nuove norme sulla scuola per finire alle questioni più prettamente politiche, dal punto di vista sindacale è particolarmente interessante nei passaggi nei quali offre un quadro delle priorità economiche individuate dal Governo, anche e soprattutto in vista della prossima legge di bilancio. Dalle parole della Premier emerge la volontà di proseguire in una direzione positiva per l’Ugl, quella che prevede di mettere al centro delle politiche dell’Esecutivo il lavoro, il reddito e la capacità delle famiglie di sostenere il crescente costo della vita. La Presidente del Consiglio ha ricordato gli interventi già adottati sul cuneo fiscale, sull’Irpef, sui fringe benefit, sui premi di produttività e sulla detassazione degli aumenti contrattuali. Sono misure che hanno contribuito a rafforzare il valore della retribuzione e a riconoscere una parte maggiore del valore prodotto a chi lavora. In questo senso, quindi, è significativo l’impegno annunciato di proseguire nella riduzione della pressione fiscale, con particolare attenzione al il ceto medio, un passaggio che condividiamo, perché proprio quella fascia di lavoratori dipendenti, autonomi e famiglie sostiene una quota rilevante del sistema fiscale. In questa prospettiva, la detassazione dei rinnovi contrattuali e dei premi di produttività è particolarmente importante. La contrattazione collettiva deve essere uno strumento centrale per distribuire i benefici della crescita, valorizzando professionalità, competenze e produttività. Occorre poi sostenere le imprese che investono, innovano e creano occupazione stabile, perché competitività del sistema produttivo e qualità del lavoro sono obiettivi strettamente connessi. Anche il capitolo energia ha una forte rilevanza economica e sociale. Il ritorno del nucleare nel quadro della strategia energetica nazionale, insieme alle altre fonti, può contribuire a ridurre la dipendenza dall’estero, garantire maggiore stabilità dell’approvvigionamento, e, nel medio-lungo periodo, contribuire a contenere i costi. Per famiglie e imprese, il prezzo dell’energia resta determinante per potere d’acquisto, investimenti e competitività, una strategia energetica stabile è quindi parte integrante di una politica industriale e occupazionale efficace. La sfida resta quella di costruire un sistema fiscale più semplice, equo e orientato alla crescita. Dalle parole della premier emerge dunque un’impostazione fondata su meno tasse sul lavoro, più spazio alla contrattazione, sostegno agli investimenti e una politica energetica capace di garantire competitività. È su questo terreno che Governo e parti sociali possono continuare a confrontarsi, con l’obiettivo di trasformare la crescita economica in maggiore benessere per lavoratori, famiglie e imprese.