Il gruppo ribelle controlla lo stretto di Bab al-Mandeb

L’avanzata degli Houthi, il gruppo dei ribelli yemeniti sostenuto dall’Iran, apre di fatto un nuovo fronte nello scacchiere mediorientale, con il rischio escalation che diventa sempre più concreto. Per il momento, secondo quanto registrato dal media statunitense Axios, il presidente americano Donald Trump ha respinto la richiesta dell’Arabia Saudita (che sostiene il governo yemenita) di valutare attacchi contro gli Houthi. Tuttavia, il giornalista di Axios, Barak Ravid, ha riferito su X che il comandante del Centcom, Brad Cooper, «si è recato in Arabia Saudita giovedì per riunioni di coordinamento urgenti sull’avanzata degli Houthi in Yemen», secondo «due fonti a conoscenza della questione». Crescono inoltre i timori per nuove conseguenze economiche dopo che gli Houthi hanno preso il controllo dello stretto di Bab al-Mandeb, dato che la contesa per lo stretto di Hormuz ha causato ritardi e continui disagi alle rotte commerciali nella regione. «Il commercio e la libertà di navigazione nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb saranno garantiti», ha però dichiarato Hazam al-Assad, membro dell’ufficio politico degli Houthi, al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, ripreso dai media internazionali. A detta dell’esponente Houthi, dunque, «non vi è motivo di preoccupazione a livello internazionale riguardo alla libertà di navigazione a Bab el-Mandeb», aggiungendo che «non sono previsti piani per imporre tasse di transito».