Meloni, il governo più longevo della Repubblica
Quattro settembre 2026, il governo Meloni celebra un record: è il più longevo della storia repubblicana grazie a 1.413 giorni in carica, uno più del Berlusconi II. «È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare», ha scritto sui social Giorgia Meloni. I record, certificati dai numeri e da diversi istituti di ricerca, sono tanti, oltre a quello a cui siamo ormai abituati e cioè che Meloni è la prima donna a Palazzo Chigi.
In un documento di 29 pagine intitolato «Il governo + stabile, l’Italia + forte», – brochure pubblicata in vista della festa di Fratelli d’Italia che si terrà oggi a Bari – sono elencati i risultati che l’esecutivo ha raggiunto, e che rivendica, in quasi quattro anni di governo. Solo per citarne alcuni: «Occupazione record e disoccupazione ai minimi; più stabilità, meno precarietà; record di donne al lavoro; sostegno alle mamme e congedi parentali; isee a misura di famiglia e aiuti alla spesa; piano casa; tutele per fragilità e genitori separati; contratti sbloccati e stipendi più alti; rischio povertà ai minimi storici; “più assumi meno paghi”: maxi-deduzioni ed esoneri contributivi; premi di produttività e fringe benefit moltiplicati; crollo del differenziale btp-bund: dai 233 punti base del 21 ottobre 2022 a meno di 80 punti base oggi; aumento record del fondo sanitario nazionale; nuovo modello di cooperazione con l’africa (piano Mattei)».
Meloni ammette che «questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia. Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia. Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata».
Infine, una promessa: «Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti».