La premier Meloni conferma l’impegno del governo per il lavoro
Con la ripresa delle attività dopo la breve pausa di Ferragosto, torna al centro dell’agenda politica e sociale la vertenza Ilva. Come noto, le federazioni di categoria e territoriali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb hanno chiesto il coinvolgimento diretto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni, quando, nel frattempo, è anche andato avanti il confronto con il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. Al netto delle enormi difficoltà, derivanti, ormai, da decenni di scelte più o meno efficaci, che hanno visto il coinvolgimento di governi di centrodestra e di centrosinistra, l’ipotesi, al momento, più concreta, è quella di arrivare ad una newco, una nuova Ilva, capace di essere competitiva sul mercato internazionale, supportando, con la produzione di acciaio, l’industria manifatturiera nazionale. Su questo punto, si è registrata la disponibilità di Federacciai, che ha messo insieme un gruppo di quattordici imprese del settore. I nodi, però, sono diversi, a partire dal numero dei forni elettrici che dovrebbero essere attivi. Non si tratta di una questione meramente matematica, in quanto per dare lavoro ad almeno 4.500 dipendenti, i forni dovrebbero essere non meno di due. Altra questione è quella dell’impatto ambientale che rimanda al tipo di lavorazione che si dovrebbe fare e alle stesse materie rime da utilizzare per la produzione di acciaio.