La sfida dei nuovi modelli nel sito di Melfi; riparte anche la Solidarietà

La giornata del 17 agosto ha segnato la ripresa delle attività in molti stabilimenti industriali, anche se il grosso del rientro sarà dalla prossima settimana. Far ripartire un impianto industriale non è, chiaramente, la stessa cosa di rialzare le saracinesche di un negozio di quartiere. Per riandare a regime, ad esempio, il sito Stellantis di Melfi avrà bisogno di almeno 48 ore. Proprio lo stabilimento lucano, che riapre dopo venti giorni di stop, è al centro dell’attenzione, considerando che dà occupazione diretta e indiretta a circa 9mila addetti. Nei prossimi giorni, inizierà la produzione di diversi nuovi modelli, dalla Ds7 alla Lancia Gamma, il tutto in attesa del nuovo suv marcato Alfa Romeo, previsto in fase di lancio nel 2027 e di consolidamento nel 2028. Un complesso programma di rilancio di uno dei più importanti siti dell’universo Stellantis che rientra nel piano industriale che la proprietà ha tracciato con le sigle di categoria dei metalmeccanici di Cisl, Uil, Ugl e Fismic. Del resto, nonostante qualche segnale di ripresa, la produzione e la vendita di automobili nel nostro Paese rimane al di sotto delle potenzialità. Ciò si riflette sul personale, ancora costretto a fare enormi sacrifici a tutela dei livelli occupazionali. Contemporaneamente con la riapertura dei cancelli, infatti, parte anche la proroga del contratto di solidarietà che interessa una platea di 4.400 addetti.