In cambio ha promesso il pieno sostegno al ripristino dell’equilibrio interno all’organizzazione
Caso chiuso? Forse. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, rimane al suo posto. Il numero uno del calcio mondiale ha incassato la fiducia del Consiglio direttivo e della dirigenza apicale, convocati d’urgenza nella sede della FIFA a Rabat, in Marocco. Nel corso del vertice, Infantino ha dovuto formalmente ammettere la presenza di gravi falle nel metodo e nella gestione dell’operazione che prevedeva la creazione di una società veicolo destinata a gestire i diritti commerciali e operativi dei tornei organizzati dalla FIFA — inclusi i Mondiali — con l’intenzione di vendere una quota del 20% a investitori privati. Un progetto naufragato a poche ore dall’annuncio a causa delle durissime proteste delle confederazioni: UEFA, CONCAF e Asian Football Confederation. Improvvisamente isolato politicamente, a un anno dalle elezioni per la presidenza della FIFA, Infantino ha cercato di chiudere il caso e, al momento, sembra esserci riuscito: a Rabat il Segretario Generale e i membri del Management Board gli hanno confermato il proprio «pieno sostegno». In cambio, Infantino ha dovuto promettere il pieno sostegno all’amministrazione per il ripristino dell’equilibrio interno all’organizzazione.