di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Alcuni dati Inail dei primi 6 mesi del 2026 sugli incidenti e sulle morti sul lavoro fanno ben sperare; su altri occorre ancora lavorare.
In sei mesi, sono aumentati gli infortuni sul lavoro (+4,7%), ma, allo stesso tempo, sono calati i decessi (-4,2%). Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si segnalano gli incrementi della Sanità e assistenza sociale (+5,3%), del Trasporto e magazzinaggio (+4,8%), del Commercio (+3,8%), dei Servizi di supporto alle imprese (+2,8%).
Inoltre, le denunce di infortunio sul lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel primo semestre del 2026 sono state 213.985, in aumento (+4,7%) rispetto alle 204.364 dello stesso periodo nel 2025 (+4,1% sul 2024, +1,8% sul 2023). L’aumento delle denunce di infortunio, nel confronto tra il 2025 e il 2026, è dovuto sia alla componente femminile (+6,2%, da 66.405 a 70.528 casi) sia a quella maschile (+4,0%, da 137.959 a 143.457). Ma crescono anche le denunce dei lavoratori stranieri (+7,6) e degli italiani (+3,8%).
Interessante anche l’analisi per classi di età: le denunce crescono tra i 60-69enni (+10,1%), tra i 20-29enni (+6,7%) e tra i 30-39enni (+4,6%). Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di giugno 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 342, 15 in meno rispetto alle 357 registrate nel 2025 (-16 casi sul 2024, -1 sul 2023, -102 sul 2021, -141 sul 2020, +4 sul 2019 e +1 sul 2022).
Le morti, invece, sono in aumento per le lavoratrici (da 19 a 23). Mentre diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 282 a 247), aumentano quelle degli stranieri (da 75 a 95). Ritorniamo qui all’importanza della cultura della sicurezza e dell’educazione. Per classi di età, il dato diventa ancora più impressionante: vi sono incrementi delle denunce mortali tra i 60-74enni (da 72 a 82 casi) e tra i 20-39enni (da 52 a 61).
Da segnalare purtroppo il fenomeno degli infortuni in itinere: sono stati 49.166, cioè in aumento dell’8,8% rispetto ai 45.185 del 2025 (+8,8% sul 2024, +14,7% sul 2023, +21,7% sul 2022, +56,3% sul 2021, +83,5% sul 2020 e +5,9% sul 2019). La loro incidenza sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 17,0% del 2019 al 18,7% del 2026 (è stata del 18,1% nel 2025). Da un punto di vista territoriale, sono in aumento le denunce al Sud (+14,2), nel Nord-Est (+11,9%), nelle Isole (+8,3%), nel Nord-Ovest (+8,0%) e al Centro (+3,7%).
Come UGL, siamo “costretti” a ripetere che, oltre ad una formazione adeguata, soprattutto in caso di utilizzo di macchinari e sostanza pericolose, bisogna rafforzare i controlli, aumentando le verifiche nei luoghi di lavoro, specie nei settori a rischio come agricoltura, edilizia e manifattura. Così come è necessario coordinare le banche dati, unendo i dati tra enti diversi per prevenire le irregolarità. Urge infine una cospicua dose di risorse e di personale a favore degli organi di vigilanza.