Prime indicazioni a quasi due mesi dall’entrata in vigore del dlgs 96/2026
In assenza di altri strumenti di monitoraggio, le prime indicazioni sul livello di interesse sulle misure relative alla trasparenza salariale arrivano da una indagine promossa dal Sole 24 Ore da Gidp. Il riferimento è ai contenuti del decreto legislativo 96/2026. Il provvedimento, che è entrato in vigore il 7 giugno scorso, prevede la possibilità per il dipendente di rivolgersi alla propria azienda per sapere conoscere le retribuzioni dei propri colleghi. La disposizione si colloca nel pacchetto di misure volte a rafforzare la parità di retribuzione fra gli uomini e le donne per lo stesso posto di lavoro e la stessa mansione. Ciò, alla luce del fatto che, in Europa, gli stipendi al femminile sono praticamente sempre inferiori a quelli percepiti dal personale maschile. Ebbene, attraverso questa indagine spot, è emerso una prima indicazione interessante: l’8% dei direttori delle risorse umane dichiara di aver ricevuto una richiesta corroborata, appunto, dal riferimento al decreto legislativo 96/2026. In qualche caso, la richiesta di trasparenza salariale sarebbe arrivata dai rappresentanti sindacali, al netto del fatto che la normativa non prevede tale opzione, ma soltanto che il sindacalista può supportare il o la dipendente nella richiesta. Occorre ricordare, però, che mancano ancora alcuni decreti attuativi, in particolare per l’esercizio del diritto nelle imprese con meno di 50 dipendenti.