di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
L’incremento delle risorse destinate al Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di infortuni professionali rappresenta un segnale positivo che conferma la crescente attenzione del Governo verso una delle principali emergenze del Paese: la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Il decreto del Ministro del Lavoro n. 90/2026, infatti, incrementa la dotazione del Fondo per l’anno in corso, triplicando lo stanziamento complessivo e raggiungendo, per l’esercizio finanziario 2026, una dotazione totale di 42 milioni e mezzo di euro rispetto ai 12 milioni dell’anno precedente. Un provvedimento che permette di innalzare notevolmente gli indennizzi spettanti ai familiari delle vittime di tutti gli incidenti mortali sul lavoro occorsi durante l’anno. Come Ugl abbiamo sempre sostenuto che la tutela della salute e della sicurezza debba costituire una priorità assoluta delle politiche del lavoro e, in questo quadro, il potenziamento degli strumenti di sostegno alle famiglie delle vittime rappresenta un tassello importante di una strategia più ampia, che deve continuare a svilupparsi attraverso interventi strutturali e una sempre maggiore sinergia tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali. Negli ultimi anni sono state realizzate molte misure significative in questo senso: dall’incremento delle risorse destinate alla prevenzione all’intensificazione delle attività ispettive, fino ai provvedimenti volti a promuovere una più diffusa cultura della sicurezza. L’aumento della dotazione del Fondo si inserisce coerentemente in questo percorso e rappresenta un ulteriore passo nella direzione giusta, contribuendo a consolidare un sistema di tutele che deve diventare sempre più efficace e capace di rispondere alle esigenze del mondo del lavoro. Resta però evidente che la strada è ancora lunga ed i numeri degli infortuni e delle morti sul lavoro dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. La sfida consiste nel trasformare la sicurezza in un elemento strutturale dei processi produttivi, investendo con continuità nella formazione, nell’innovazione tecnologica, nella manutenzione degli impianti e nella diffusione delle buone pratiche. Allo stesso tempo è fondamentale valorizzare il dialogo sociale e il ruolo della contrattazione, strumenti indispensabili per individuare soluzioni condivise e rafforzare la prevenzione nei luoghi di lavoro. È necessario proseguire con determinazione lungo questo percorso, consolidando gli interventi già avviati e introducendo nuove misure capaci di incidere sulle cause che ancora oggi determinano un numero inaccettabile di incidenti. L’obiettivo deve rimanere quello di costruire un sistema nel quale la salute e la sicurezza siano sempre più al centro delle politiche industriali e del lavoro, attraverso un impegno condiviso che coinvolga tutti gli attori istituzionali, economici e sociali.