Trump: «Li abbiamo colpiti molto duramente»

Il Medio Oriente è precipitato, ormai in via definitiva, in uno scenario di “stop and go”, tra nuovi raid statunitensi contro obiettivi iraniani (per la nona notte consecutiva) e le relative risposte di Teheran. Il bilancio dei militari statunitensi uccisi negli ultimi scontri è salito a tre e, come riferito dal New York Times che cita il Pentagono, un soldato ha perso la vita nel nord dell’Iraq sabato, durante le operazioni di disinnesco di un drone d’attacco iraniano abbattuto in precedenza. Nelle ultime ore, secondo quanto riportato da media locali, tra cui l’agenzia di stampa Irna, gli attacchi statunitensi hanno colpito diverse località nei pressi di Bushehr, nel sud dell’Iran. «Li abbiamo colpiti molto duramente di nuovo questa sera e lo abbiamo fatto in onore dei, probabilmente tre, direi tre grandi patrioti», aveva detto ieri il presidente Usa, Donald Trump, facendo rientro a Washington dopo avere assistito alla finale del Mondiale tra Spagna e Argentina. Tutto ciò avviene mentre il Bahrein – tra i paesi della regione alleati degli Stati Uniti presi di mira dalla rappresaglia iraniana – denuncia esplosioni avvertite nella capitale Manama. Tuttavia, ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, durante una conferenza stampa a Teheran, i contatti diplomatici tra le parti stanno proseguendo, nonostante il nuovo allargamento del conflitto. «Siamo stati informati dai mediatori, abbiamo ricevuto dei messaggi, ma l’essenziale è che l’apparato diplomatico è stato attivo negli ultimi giorni e che alcune idee ci sono state trasmesse da alcuni mediatori», ha spiegato Baghaei.