Trump: «Nessuna deadline, ma devono comportarsi bene»
Quinto giorno di attacchi reciproci tra Iran e Stati Uniti. Tra gli obiettivi dei raid americani, che puntano a ridurre drasticamente la capacità iraniana di colpire le navi che cercano di transitare nello Stretto di Hormuz, c’è stata anche la città portuale di Bandar Abbas. Attacchi che hanno innescato la reazione di Teheran, che ha annunciato di aver colpito una base Usa in Giordania. «Non mi piace» dare scadenze «ma loro lo sanno. Sanno che devono comportarsi bene», ha detto ieri sera il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che poche ore prima aveva minacciato un’escalation per la prossima settimana, inserendo tra gli obiettivi militari prima le centrali elettriche e poi i ponti, se gli iraniani non avessero accettato di sedersi al tavolo delle trattative. Ennesimo dietrofront da parte del presidente statunitense in un conflitto che, intanto, vede aumentare il numero delle vittime: sono almeno 35 i morti iraniani nei raid americani e oltre 300 le persone rimaste ferite. Il rischio di un’ulteriore recrudescenza degli attacchi rimane concreto: «Se Trump darà seguito alle sue minacce, tutte le infrastrutture della regione saranno schiacciate sotto i colpi d’acciaio delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran, fino a non lasciare alcuna traccia, come se non fossero mai esistite», ha avvertito il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il generale di brigata Ebrahim Zolfaghari, secondo quanto riferisce Al Jazeera citando i media di Stato iraniani.