Secondo il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Tajani, il voto dimostra che «non ci sono problemi all’interno della maggioranza»
Quello di oggi è stato uno step, importante, ma non l’ultimo di un iter che dovrà concludersi con l’approvazione definitiva della riforma elettorale, fortemente voluta dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per dare stabilità al Paese. A ricordare che c’è (ancora) molto lavoro da fare è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, intervenendo a margine del voto dell’Aula della Camera che ha dato il via libera (si veda il Primo Piano): «Ora la legge elettorale sarà trasmessa in Senato e inizierà il suo iter in commissione. Iter che auspichiamo celere, compatibilmente con l’approvazione dei decreti e con le prerogative parlamentari». «La legge è passata con una maggioranza molto ampia, quindi non ci sono problemi all’interno della maggioranza e della coalizione di centrodestra», ha osservato il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, chiudendo definitivamente il “caso”, alimentato strumentalmente dall’opposizione, scoppiato dopo la bocciatura a scrutinio segreto dell’emendamento sulle preferenze presentato da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc. «La nuova legge proposta, non dal governo ma dai partiti del centrodestra, garantisce stabilità: il giorno dopo le elezioni si saprà chi ha vinto e chi ha perso, impedendo che ci siano dubbi o giochi di palazzo che non rispondano alla volontà degli elettori», ha aggiunto il ministro degli Esteri.