Dal decreto sicurezza al ddl politiche giovanili, misure per un’intera generazione

È molta l’attenzione da parte del governo nei confronti dei giovani, la fascia di popolazione più importante e allo stesso fragile, tra espatri, culle vuote e disagio, della società. Non a caso, il governo Meloni è intervenuto sulla delicata “materia” a partire dal decreto sicurezza, approvato oggi in CdM. Un nuovo disegno di legge con disposizioni sulla «prevenzione del disagio giovanile». Diverse le misure rivolte ai giovani: dal fermo preventivo (già introdotto in precedenza) e adesso esteso anche ai minorenni per condotte «pericolose» nei luoghi della movida, divieto di aggregazione per contrastare la violenza delle bande giovanili, reclusione fino a 5 anni e multe di 15mila euro in caso di danneggiamenti di gruppo. Introdotto il divieto di radunarsi quando cinque o più persone e minorenni hanno comportamenti intimidatori, molesti o violenti in luoghi pubblici. Il “fermo preventivo” di 12 ore è previsto per contrastare la violenza nei cortei e prevede l’accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia. Una nuova misura, anzi una nuova ipotesi di avviso orale, è l’ipotesi di avviso orale da parte del Questore, con il quale si dispone anche il divieto di aggregazione in occasione in circostanze come la movida quando «danno luogo a situazioni che costituiscono una grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica». Infine, da segnalare è una nuova aggravante per il reato di danneggiamento commesso da 5 o più persone e che comporta una reclusione da un anno e 6 mesi a 5 anni e multa fino a 15mila euro.
Altra novità legislativa, che però deve concludere il suo iter, è l’ok della Camera sul “ddl politiche giovanili e servizio civile universale”, approvato con 139 voti a favore, nessun contrario e 114 astenuti. Le cui novità principali riguardano una “carta giovani” (assegnata gratuitamente e in automatico a tutti i cittadini italiani ed europei tra i 18 e i 35 anni) e una delega di sei mesi per rinnovare il servizio civile universale, migliorandolo e assicurando ai partecipanti certificazioni per le competenze acquisite. Nasce anche un “Osservatorio permanente per le politiche per i giovani”, che sarà composto da ventiquattro membri tra ministri e presidenti di enti e affiancato da un comitato tecnico-scientifico di nove esperti in materia, e che avrà la propria sede all’interno del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale.
Ora il testo deve passerà al Senato.