Trump: «Non so se valga la pena fare un’intesa»
Dichiarata dapprima la fine del cessate il fuoco, i raid Usa sono ripresi anche nella notta come anticipato ieri dal presidente statunitense, Donald Trump, al vertice Nato di Ankara. Una situazione che rimette al centro le incertezze dei mesi scorsi, con il traffico marittimo di nuovo fermo nello Stretto di Hormuz. Da parte di Washington e Teheran le accuse sono reciproche. Gli Usa ritengono una violazione della tregua gli attacchi alle navi che stavano transitando a Hormuz, per l’Iran si tratta piuttosto di un «falso pretesto» per giustificare i nuovi raid. I paesi mediatori sono già al lavoro per ripristinare una soluzione diplomatica. I media internazionali hanno infatti riferito di un colloquio telefonico tra il premier del Qatar Al Thani e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in cui è stata sottolineata «la necessità che tutte le parti si impegnino nel dialogo e nella diplomazia e che attuino quanto concordato nell’ambito dell’accordo provvisorio». «Non so se valga la pena fare un’intesa, non so se la onoreranno», ha però affermato Trump, citato dai media, appena atterrato nel Maryland di ritorno dal vertice Nato in Turchia. «Gli Stati Uniti hanno vinto a livello militare, sono rimasti con pochissimo», ha osservato, aggiungendo poi che Teheran «gli ha appena chiesto di fare un accordo». Oggi in Iran la cerimonia di sepoltura dell’ex Guida suprema, Ali Khamenei, nella città di Mashhad.