Operazione riscatto
Il termine riscatto si ritrova evidenziato in due articoli del decreto-legge 62/2026. L’articolo 5 rimanda ad un decreto interministeriale per la definizione della procedura di alienazione degli immobili di comuni, enti pubblici anche territoriali, aziende territoriali per l’edilizia residenziale di edilizia residenziale pubblica e sociale. È riconosciuto un diritto di opzione all’acquisto, in favore dell’assegnatario non moroso che non è proprietario di altra abitazione. L’articolo 6, invece, è riferito a progetti di Edilizia residenziale sociale da destinare a locazione di lunga durata con facoltà di riscatto predefinita (rent-to-buy). Gli edifici o complessi di edifici di proprietà unitaria, composti da almeno 25 unità immobiliari, possono essere destinati a progetti di edilizia sociale per la concessione dell’abitazione principale degli assegnatari in locazione di lunga durata, con facoltà di riscatto progressiva, secondo scadenze predefinite. È prevista una procedura che chiama in causa l’ente territoriale. È, infatti, previsto un atto d’obbligo con l’impegno a mantenerne la locazione di lunga durata. Nella convenzione sono indicati i vincoli per la determinazione del prezzo di cessione delle unità immobiliari da parte dell’originario locatario all’esito dell’avvenuto riscatto.
Via di mezzo
L’articolo 9 rappresenta una novità nel panorama nazionale, in quanto guarda a coloro che, pur in possesso di un reddito, non riescono ad accedere all’abitazione, sia per l’acquisto che per l’affitto. Lo stato di difficoltà è attestato dall’Isee, tenendo, però, conto anche di altri fattori come l’età e la composizione del nucleo familiare; ulteriori criteri potranno essere indicati in un decreto ministeriale. Proprio per intercettare tali esigenze, verranno realizzati programmi infrastrutturali di edilizia integrata, anche su aree urbane diverse. La copertura finanziaria potrà essere con fondi pubblici o, soprattutto, privati, pure attraverso la costituzione di società di progetto. Naturalmente, i privati dovranno dimostrare di avere capacità economica e finanziaria ed esperienza documentata nel settore. Anche in questo caso, le attività saranno regolate con convenzione. Ai programmi potranno accedere pure studenti universitari o lavoratori fuori sede. I programmi dovranno prevedere interventi di edilizia convenzionata e di edilizia libera non convenzionata, in ogni caso con indici di elevata sostenibilità ambientale, contenimento di consumo del suolo, efficienza energetica e tecnologica. Dovranno essere in linea con l’effettivo fabbisogno abitativo e prevedere la presenza di spazi e servizi di prossimità.