Il governo Meloni ritorna a parlare di abitazione dopo decenni di dimenticanza

Il decreto-legge 66/2026, convertito con modificazioni nella legge 2 luglio 2026, n. 116, definisce il cosiddetto Piano casa. Nello specifico, le finalità dell’intervento normativo, che rappresenta un tassello fondamentale nelle politiche abitative nel nostro Paese, considerando che arriva dopo decenni di mancati interventi, sono indicate all’articolo 1. Il Piano casa contiene misure straordinarie, necessarie e urgenti, volte alla realizzazione e alla valorizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata, destinate alla vendita o alla locazione a prezzi calmierati, anche attraverso il recupero e la riconversione di immobili pubblici non redditizi e non uso. Fra le finalità, rientrano pure i progetti di contrasto al degrado urbanistico, edilizio, ambientale e sociale o di rigenerazione urbana. L’obiettivo, nel concreto, è di aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, guardando, in particolare, ai giovani, agli studenti universitari, ai lavoratori fuori sede, sia privati che pubblici, con particolare riferimento, come puntualmente specificato nel corso dell’iter parlamentare, al personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate, alle giovani coppie, ai genitori separati. Fra gli scopi, anche la realizzazione di esperienze di coabitazione per anziani (senior cohousing) e di coabitazione intergenerazionale (cohousing intergenerazionale), nel rispetto dei requisiti reddituali e patrimoniali.