L’Ugl Pensionati ha organizzato un evento a Roma con molti illustri ospiti

L’indagine Istat sullo stato della salute in Italia evidenzia chiaramente che «oggi l’Italia è tra i Paesi più longevi in assoluto, con una speranza di vita alla nascita di 83,4 anni» così ripartita: 81,6 per i maschi e 86,3 per le donne, e si colloca al secondo posto al mondo dopo il Giappone. Le Marche sono la regione che ha i livelli più alti con 86,2 anni mentre la più bassa è la Campania che si ferma ad 81,5. L’indagine, ovviamente, ha rilevato che, con l’aumento della longevità, sono cresciute le malattie cronico-degenerative e le principali cause di morte sono le malattie cardio-vascolari per il 30% e i tumori per il 26,3%. I malati di diabete sono il 6,4%; la pressione alta riguarda il 18,9%; il 7% soffre di obesità. Però, allo stesso tempo, si è ridotta considerevolmente la diffusione di artrosi e artrite e sono rare le malattie bronchiali croniche a causa della forte diminuzione dei fumatori. Questi miglioramenti sono confermati dalle persone che si dichiarano in cattiva salute che ora sono del 5,5%, rispetto all’8% del 1995, per quanto riguarda tutta la popolazione italiana. Queste percentuali sono ovviamente più elevate per gli anziani ma sempre in diminuzione rispetto al passato: attualmente è del 17,2% per gli uomini e del 28% per le donne. Tali temi sono stati trattati anche nel corso del convegno organizzato dalla federazione Pensionati dell’Ugl, con il segretario Francesco Martire che ha rilanciato l’idea di investire sulla ricerca scientifica per migliorare le condizioni di vita degli anziani.