Il recupero dei punti persi può avere costi molto importanti di oltre 50mila euro
L’Ispettorato nazionale del lavoro ritorna sul tema della patente a crediti, lo strumento introdotto il 1° ottobre 2024 per il settore dell’edilizia e dei cantieri mobili al fine di valutare il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza. Il meccanismo adottato, come noto, prevede una soglia di partenza di 30 crediti, che, almeno potenzialmente, possono arrivare fino a 100; per ogni infortunio o mancanza, vengono sottratti dei crediti, proporzionalmente alla gravità di quanto accertato dagli organismi ispettivi. Imprese e professionisti, per poter operare, hanno la necessità di avere almeno 15 crediti nella patente. A tal proposito, l’Ispettorato nazionale del lavoro, con la nota 4634/2026, ha chiarito il meccanismo per il recupero dei crediti. A conti fatti, servono almeno 5mila euro, ma si può arrivare fino a 25mila euro a credito, in investimenti in dispositivi di protezione individuale, tecnologie, robotica e altro per ogni credito da recuperare. Per sei crediti da recuperare, serviranno almeno 50mila euro in investimenti. L’Ispettorato nazionale, però, ricorda anche la seconda strada che è possibile praticare è quella del rafforzamento della formazione dei dipendenti. In questo secondo caso, la formazione deve essere aggiuntiva rispetto a quella prevista in maniera ordinaria dal decreto legislativo 81/2008. Per ogni credito, fra le quattro e le sette ore di formazione.