Scade oggi il PNRR: difficile capire a che punto siamo
Occasione centrata o occasione mancata? È troppo presto per dirlo: finisce oggi ufficialmente il PNRR italiano approvato dalla Commissione UE il 13 luglio 2021. Tuttavia, la macchina effettiva del Piano – non quella nominale – avrà ancora due mesi a disposizione per spegnere definitivamente i motori e compiere un altro pezzo di strada molto significativo.
Significativo perché abbiamo ancora in essere la maxi-rata finale del Piano che, a causa di molte rimodulazioni, ha assistito ad uno spostamento in avanti degli obiettivi fissati nelle fasi intermedie del Piano. Sono 28,4 i milioni di euro, il doppio rispetto alla media delle tranche precedenti, collegati a 159 scadenze in un calendario fitto di impegni. Dei 194,4 miliardi di euro stanziati (suddivisi tra sovvenzioni e prestiti), i fondi UE sono stati quasi tutti versati, ma si registrano ritardi nei cantieri e circa 15-20 miliardi potrebbero slittare oltre i limiti, gravando sul bilancio nazionale.
In merito a quanto, numericamente, è stato già portato a casa, possiamo dire che l’Italia ha ricevuto la maggior parte delle risorse previste, posizionandosi sopra la media europea per percentuale di fondi erogati. Che dei circa 550.000 progetti approvati, oltre 410.000 risultano conclusi o in via di completamento. Che il ritmo di spesa è stato più lento del previsto (con una spesa effettiva che ha superato la metà delle risorse assegnate), con ritardi concentrati in alcuni settori chiave come la Sanità, l’inclusione sociale e gli asili nido.
C’è tempo fino a settembre 2026 per presentare le richieste di pagamento definitive alla Commissione Europea per gli obiettivi raggiunti e tutte le amministrazioni o, meglio ancora, tutte le opere che non saranno terminate allo scadere di tale rendicontazione rimarranno senza risorse, nel senso che le risorse stesse, con tempistica immediata come indicato dalla Ragioneria generale dello Stato che ha chiesto ai ministeri la rendicontazione, andranno al ministero del Tesoro.
Sull’efficacia di tale strumento ci sarà ancora molto da analizzare e da scrivere, non solo perché la scadenza definitiva è tra due mesi, ma soprattutto perché, a pensarci bene, dal 2021 ad oggi il mondo è completamente cambiato e, probabilmente, alcuni progetti, alcune opere realizzate non risponderanno più alle esigenze sopravvenute e attuali. Difesa, in primis.