Il ministro degli Esteri commenta le parole di Trump sul presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati»

«Non siamo sudditi di nessuno». Il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, lo ha ribadito nel corso di un’intervista al “Corriere della Sera”, contribuendo ad alimentare il dibattito nato dalle dichiarazioni sul premier Giorgia Meloni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, della scorsa settimana che hanno innescato un caso politico internazionale. «La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, cui è stato sacrosanto rispondere», ha detto Tajani, ricordando che «essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranità: non siamo sudditi di nessuno». Alle parole di Trump, Meloni ha reagito con fermezza. Una decisione che il titolare della Farnesina ha appoggiato pienamente, annunciando che nelle prossime occasioni anche lui farà altrettanto: «La premier Meloni ha difeso l’Italia e ha fatto bene. Io, da ministro degli Esteri, farò capire agli americani che l’Italia va rispettata e ogni equivoco superato. I contatti con il segretario Rubio non si sono mai interrotti, il nostro è un rapporto franco. L’ho informato della decisione di non andare al Forum a Miami, ma ci vedremo al Vertice Nato di Ankara». E adesso? «Adesso occorre evitare che tutto questo si traduca in un danno politico, economico e diplomatico: l’Italia e l’Europa hanno bisogno di un rapporto solido con gli Usa, allo stesso modo gli Usa hanno bisogno dell’Europa e dell’Italia».