Spiragli importanti per la vertenza Electrolux
Bisogna sempre aspirare – e sperare – per il meglio, ma bisogna allo stesso tempo essere realisti. Al tavolo di ieri, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, sindacati e azienda, Electrolux, sono giunti ad una tregua. L’azienda svedese ha accettato di sospendere il piano licenziamenti da 1700 esuberi e le chiusure per 50 giorni, dando anche la propria disponibilità a discutere misure condivise, tutto ciò mentre secondo gli stessi sindacati non dovrebbe esistere alcuna scadenza. Il ministro Adolfo Urso, aprendo il tavolo, a cui erano presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rappresentanti di Confindustria e rappresentanti delle Regioni coinvolte, ha dichiarato che l’obiettivo è arrivare nel più breve tempo possibile a una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione». I sindacati hanno chiesto tutti, unanimemente, il ritiro definitivo dei licenziamenti ed è per questo che hanno giudicato la sospensione soltanto un «primo passo», ma è molto importante che Electrolux si sia impegnata a mettere in discussione il piano e a, in tutto il periodo in cui si svolgerà il confronto, non procedere unilateralmente alla chiusura e ai licenziamenti, tanto che si è parlato anche di un calendario fitto di incontri con cinque date a partire dal 25 giugno prossimo. Incontri che serviranno a entrare nel merito della discussione del nuovo piano industriale di Electrolux. Obiettivo primario delle organizzazioni sindacali resta la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la continuità produttiva del sito. Infine, ogni proposta aziendale sarà valutata esclusivamente con i lavoratori.