Murano: «Nessun problema di jet fuel in estate»
Secondo l’Unem (Unione energie per la mobilità) quest’anno, in termini di fattura energetica, l’Italia potrebbe avere un esborso di 57-58 miliardi di euro, ovvero 8-9 miliardi in più rispetto al 2025, quando la fattura energetica è stata di 48,7 miliardi di euro (sette miliardi in meno rispetto all’anno prima». Una stima, quella per l’anno in corso, basata sul fatto che la crisi iraniana volga al termine. «Quanto a quella petrolifera – spiega il presidente dell’Unam, Gianni Murano -, si stima un valore di circa 24 miliardi di euro, 4,5 miliardi in più del 2025, con l’ipotesi di quotazioni medie di 90 dollari barile in media annua». Murano ha poi rassicurato che «problemi di jet fuel almeno per l’estate non li avremo» e che «la gerarchia dei prezzi si è capovolta: prima del 2022 la benzina, su base media mensile, quotava più di gasolio e jet fuel; dopo la crisi ucraina le quotazioni si sono inizialmente allineate, ma dal 28 febbraio gasolio e jet fuel hanno nettamente superato quelle della benzina». Sempre in riferimento al jet fuel, Murano ha ricordato che il nostro Paese importa «per circa il 50% del nostro fabbisogno (2,5 milioni di tonnellate), di cui solo il 20% riconducibile direttamente alle rotte che passano dallo stretto di Hormuz». «E nei primi quattro mesi – ha aggiunto – va registrato un calo delle importazioni di circa il 6% e un aumento significativo della produzione nazionale (+10%) che nei mesi di marzo e aprile ha permesso di coprire quasi il 70% dei consumi nazionali».