Avviata l’analisi degli emendamenti; è attesa per l’intervento del governo
Entra nel vivo l’analisi degli emendamenti al decreto-legge Primo Maggio. Nella giornata di mercoledì, la commissione lavoro della Camera dei deputati ha, infatti, avviato l’iter che poi porterà all’approvazione in Aula, in prima lettura, del decreto-legge 62/2026 e al passaggio al Senato. Sul provvedimento urgente, come si ricorderà, erano stati sentiti anche i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che avevano espresso le loro opinioni sul testo che segna, non soltanto sotto l’aspetto, per così dire, semantico, un importante passaggio, laddove introduce il concetto di salario giusto contrapposto, di fatto, al salario minimo legale, promosso da una parte della minoranza parlamentare. Al momento, larga parte degli emendamenti è stata bocciata, con qualcuno che è stato accantonato per una sua eventuale riformulazione. Il nodo principale riguarda la definizione di trattamento economico complessivo, in sigla Tec. Si tratta di una questione centrale, in quanto da essa derivano tutta una serie di aspetti che investono direttamente il lavoratore e la lavoratrice, ma anche tutto il sistema di relazioni industriali del nostro Paese. Non è infatti sufficiente introdurre un riferimento al contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle parti sociali più rappresentative, perché si rischierebbe, almeno in via teorica, un contrasto con l’articolo 39 della Costituzione sulla liberà sindacale.