Pubblicata la lettera enciclica Magnifica Humanitas nel solco della Rerum Novarum
Il 15 maggio scorso, papa Leone XIV ha reso pubblica la lettera enciclica Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, un tema di grande ed evidente attualità. La lettera enciclica è composta da una introduzione, da cinque capitoli e da una conclusione. Nell’apertura, il pontefice statunitense indica chiaramente il bivio davanti a cui siamo: «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme». L’introduzione prosegue con un forte richiamo a Leone XIII e alla sua Rerum Novarum e alla necessità di assumere con lucidità e responsabilità le sfide del tempo che stiamo vivendo, avviando un discernimento condiviso. Il capitolo primo della lettera enciclica apre ad «un pensiero dinamico fedele al Vangelo»: la Chiesa è in cammino nella storia dell’umanità, favorendo il dialogo con le scienze umane. Sempre nel capitolo iniziale, Leone XIV ripercorre il percorso della Dottrina sociale della Chiesa dal 1891, data della Rerum Novarum, ai giorni nostri, passando per il Concilio Vaticano II. Forte il richiamo, fra gli altri, a san Giovanni Paolo II, con il suo «fecondo magistero sociale» che si «situa all’incrocio fra la crisi dei grandi sistemi ideologici del Novecento e l’avvio della globalizzazione economica». Davanti al «crollo del sistema sovietico e sull’affermarsi della democrazia e dell’economia di mercato», «la Chiesa può apprezzare la democrazia nella misura in cui garantisce la partecipazione effettiva dei cittadini». «Per la Dottrina sociale della Chiesa rimane così un’eredità particolarmente attuale: l’affermazione del legame tra dignità del lavoro, solidarietà tra i popoli e valutazione critica di democrazia ed economia di mercato continua a offrire criteri per giudicare le nuove forme di sfruttamento, di esclusione e di crisi della rappresentanza politica». Un pensiero ripreso anche da Benedetto XVI e Francesco.