Il ministro dell’Economia oggi a Nicosia per l’Eurogruppo e l’Ecofin informale: «Proposta su flessibilità di buon senso, anche se valutazione non sarà immediata»

La sicurezza economica è sicurezza nazionale. A ribadire il concetto è stato il ministro Giancarlo Giorgetti, oggi a Nicosia per l’Eurogruppo e l’Ecofin informale. Un punto di partenza, per cui, come già spiegato nell’articolo in primo piano del numero odierno de La Meta Serale, l’Italia intende proseguire nella sua richiesta di flessibilità all’UE. «La nostra proposta è di interpretare gli spazi concessi per la difesa in termini di sicurezza nazionale», ha quindi spiegato il ministro dell’Economia, come riferito dalle agenzie di stampa. Giorgetti ritiene la proposta «razionale e di buon senso», anche se «sappiamo che i tempi di valutazione da parte degli organismi europei e di altri paesi non sono immediati, richiedono qualche giorno o qualche settimana». «Uno dei miei mantra – ha sottolineato – è che la sicurezza economica è sicurezza nazionale. Riteniamo che quello che sta accadendo in Medio Oriente sia paragonabile, in termini economici e di conseguenze, a quanto accaduto con l’aggressione della Russia all’Ucraina». Che il capitolo dedicato al quadro mediorientale provochi preoccupazione, Giorgetti non lo aveva nascosto neppure ieri, in video collegamento con il Festival dell’Economia di Trento. «Rispetto agli effetti delle crisi geopolitiche, la dimensione delle conseguenze dipende dalla durata del conflitto. Se devo sentire, anche nei consessi internazionali al G7 di Parigi, le previsioni in caso di un prolungamento del conflitto sono molto serie», le sue parole al riguardo.