Resta la questione del nuovo piano industriale, compresa la parte sui livelli occupazionali

Arriva la svolta nella vertenza Natuzzi, uno dei marchi storici dell’arredamento nel nostro Paese. Come si ricorderà, la vicenda è iniziata quando l’azienda ha annunciato un massiccio ricorso alla cassa integrazione straordinaria, cosa che ha messo in allarme il Governo, che ha convocato dei tavoli specifici, e il Parlamento, con le rappresentanze di Cgil, Cisl, Uil e Ugl audite in commissione lavoro. Dopo una intensa trattativa, la Natuzzi ha rivisto le proprie intenzioni, venendo così incontro alle richieste arrivate dai ministeri interessati e dagli stessi sindacati. L’intesa prevede un ricorso alla cassa integrazione straordinaria al 62%, a fronte della richiesta iniziale all’80%, per un massimo 1.755 lavoratori, meno di quanto prospettato all’inizio. Inoltre, la Natuzzi ha deciso di mettere sul tavolo sei milioni di euro per gli esodi incentivati. Gli interessati dovranno comunicare l’intenzione di aderire al piano entro la fine di dicembre, mentre il sussidio integrativo verrà corrisposto dal 1° gennaio al 30 settembre 2027. Resta da definire il nuovo piano industriale, che sarà al centro dell’incontro al Ministero delle imprese e del made in Italy. Sono tanti i temi di confronto, dal rientro delle produzioni in Italia agli investimenti sugli stabilimenti italiani, passando per le prospettive occupazionali. È da chiarire anche l’eventuale supporto che potrà arrivare dal pubblico.