Nel decennio, i ministeriali superano una buona parte del settore privato

La crescita delle retribuzioni, almeno nel 2025, ha battuto l’inflazione, sia nel settore privato che nel pubblico. La conferma arriva dal rapporto Aran sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti. Le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 3,1% per l’intera economia, in linea con i numeri del 2024. Nel privato, la crescita è stata un poco più marcata, con un valore medio del 3,2%. L’agricoltura ha segnato un più 5%, mentre l’industria è salita al 3,4%, con i servizi leggermente sotto media (+3%). La pubblica amministrazione, pur con qualche fatica, sta recuperando la perdita di potere d’acquisto accumulata nel corso degli anni. Il 2025 si è chiuso con un incremento medio del 2,7%. Occorre, però, ricordare che larga parte dei contratti collettivi sottoscritti nel corso del 2025 non ha ancora prodotto tutti gli effetti. Il riferimento è soprattutto ai contratti collettivi dell’istruzione e della ricerca, delle funzioni locali e della sanità. In un tale scenario, i dipendenti delle funzioni centrali hanno potuto contare su un incremento annuo del 5,4%, grazie anche all’anticipo dell’indennità di vacanza contrattuale, mentre sanità e funzioni locali hanno maturato, finora, incrementi rispettivamente dello 0,8% e dello 0,6%. Guardando al decennio, la crescita cumulata media nel settore pubblico è stata del 14,9% (fra gli statali, è stata, però, del 17,7%); quella nel settore privato del 16,2%.