Audizione dei ministri alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il vicepremier: «Non vogliamo chiedere di autorizzare nuova missione militare nel Golfo»

Contributo internazionale dell’Italia per il ritorno alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, sì, ma solo a pace raggiunta. Questo, in sintesi, il messaggio dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto durante le audizioni alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. «Sgombero il campo da equivoci, non vogliamo chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo, ma condividere l’impegno del governo per la pace e il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale. Impegno, sottolineo, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità», ha spiegato al riguardo il ministro degli Esteri. «Laddove scoppiasse la pace – ha invece illustrato la situazione il ministro della Difesa –, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo. In via precauzionale stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto, inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso come Mediterraneo Sicuro e Aspides e all’interno del quadro autorizzato missione Internazionale dell’Italia». Nel pomeriggio di oggi il premier Giorgia Meloni ha risposto in Aula in Senato alle interrogazioni dei gruppi parlamentari. Al centro del confronto soprattutto temi di natura economica, dalle politiche per imprese e famiglie al piano casa.