Cresce la richiesta delle famiglie, ma il grande assente è il ricambio generazionale

Una stima che fa pensare. Secondo lo studio del Centro studi e ricerche Idos, commissionato Assindatcolf, il sindacato che riunisce le famiglie che occupano colf, badanti e baby-sitter, nel 2029 potrebbero servire oltre 2,2 milioni di assistenti familiari, con una forte presenza di lavoratori e lavoratrici stranieri, quantificata vicina al 70%, in larghissima parte non comunitari. La stima tiene conto di alcuni fattori, tanto è vero che è bene precisare che non si tratta di occupazione aggiuntiva, ma di una dinamica che tiene conto anche di chi è già occupato. Sono infatti circa 15 milioni le persone con più di 65 anni residenti nel nostro Paese; di queste, quasi il 15% si trova in una condizione di non autosufficienza più o meno marcata. Sulla base di questi numeri, nei prossimi anni si supererà abbondantemente la soglia di un milione di badanti regolarmente retribuiti, cosa diversa rispetto ai caregiver, vale a dire ai familiari che assistono in maniera volontaria e non retribuita un loro congiunto. Anche la figura della collaboratrice domestica è destinata a crescere in maniera significativa, superando il milione e 150mila unità. Un aspetto interessante dello studio è quello del progressivo invecchiamento di badanti e colf: soltanto nel 2015, la percentuale di over 65 era del 4,3%; nel 2024, è arrivata al 16%, con la prospettiva di un ulteriore incremento nei prossimi anni.