di Francesco Paolo Capone
Il Documento di Finanza Pubblica, sul quale ora il Parlamento si appresta a dare il proprio parere con le risoluzioni, non è stato certamente impresa tra le più facili per il governo. Uno degli elementi di maggiore attenzione è rappresentato dal mancato rientro del deficit nazionale nel parametro del 3% già al 31 dicembre del 2025. Ma non si può definirlo un fallimento, visto che lo scostamento è minimo, pari a meno di 600 milioni di euro, e nel frattempo i conti pubblici stanno tornando via via ad un maggiore ordine.
Ovviamente né lo scontamento né i conti pubblici consentono, davvero, di abbassare la guardia e richiedono, anzi, un’attenta gestione e una valutazione accorta delle strategie da adottare in ambito nazionale, in primis con l’ipotesi di richiesta al Parlamento di autorizzare uno scostamento di bilancio, e con i partner europei, con riferimento all’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità.
L’UGL ritiene che la finalizzazione delle maggiori risorse debba essere indirizzata a misure a sostegno delle famiglie e delle imprese, essendo le più esposte agli effetti del rincaro dei prezzi energetici. Una alternativa possibile è quella di rivedere la disciplina degli Aiuti di Stato, magari attraverso l’introduzione di un regolamento transitorio. Opzione che non impatta sui conti pubblici. È, dunque, essenziale che il governo si confronti con le parti sociali per definire un Patto condiviso che metta al centro il Paese, poiché i prossimi mesi saranno decisivi a causa della scadenza di larga parte degli interventi connessi al Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre la Programmazione europea giungerà ad uno snodo fondamentale.
Le interlocuzioni con la Commissione europea hanno avuto il merito di meglio tarare il Piano nazionale di ripresa e resilienza; il risultato è stato sicuramente positivo, almeno sotto il profilo finanziario, ma è ancora in larga parte da valutare sotto il profilo concreto della vita reale e quotidiana delle famiglie e delle imprese.
Sarà, quindi, fondamentale proseguire nell’azione di rafforzamento del potere d’acquisto degli stipendi, attraverso interventi mirati sull’Irpef, di sostegno alla contrattazione collettiva e con la defiscalizzazione di una mensilità, e pensioni, assicurando la rivalutazione. Necessario dare attuazione alle misure attese dalle famiglie e a supporto della genitorialità, ad iniziare dal Piano Casa, dal potenziamento della sanità territoriale e dal rafforzamento delle politiche e dei servizi sociali, con particolare riferimento alle categorie più fragili (persone con disabilità, anziani non autosufficienti, infanzia). Indispensabile, abbattere i costi energetici, avviando il Paese verso una maggiore indipendenza. Fondamentale, accompagnare il processo di transizione produttiva, sostenendo le imprese e favorendo la riqualificazione del personale.
Così come sarà necessario investire sulla qualità dell’occupazione, anche con riferimento a donne, giovani e fasce di età più a rischio e per rendere i posti di lavoro più sicuri e salubri.